Teorema dei bisogni fisiologici
Qualsivoglia impellente necessità di espletare i propri bisogni fisiologici
tende a manifestarsi all’interno di un intervallo temporale noto come intervallo
UDC, ossia
Uscita Di Casa, la cui ampiezza variabile è compresa tra due estremi X e
Y, in corrispondenza
dei quali è osservabile un maggiore addensamento probabilistico in funzione dell’ampiezza
dell’intervallo stesso, dove:
X: si è appena chiusa la porta di casa;
Y: si è appena giunti ad una qualunque destinazione.
È osservabile che l’entità dello stimolo fisiologico in corrispondenza
dell’estremo X assume valori
fra loro diversi, in funzione del verificarsi o meno di alcune variabili
ordinabili come segue:
- Il numero delle mandate di cui necessita la porta di casa, il quale tende a
crescere in misura
più che proporzionale rispetto all’entità dello stimolo fisiologico;
- Il piano al quale si abita, il quale tende ad aumentare in misura più che
esponenziale rispetto
allo stimolo;
- L’urgenza del motivo per il quale si sta uscendo è rapportato all’entità dello stimolo;
Queste ipotesi sono ulteriormente complicabili dal verificarsi di ulteriori
variabili quali, a titolo diesempio: guasti all’ascensore condominiale, rottura della chiave nella toppa,
incontro della vicina zitella e pettegola.
Viceversa, l’entità dello stimolo fisiologico in corrispondenza dell’estremo
Y può assumere valori
diversi, a seconda del manifestarsi delle seguenti variabili:
- L’eventuale appuntamento è stato dato nei pressi di una fontana;
- Il numero e la violenza degli scossoni trasmessi dal mezzo di trasporto, qualunque esso sia,
sono direttamente proporzionali alla difficoltà di trattenere lo stimolo fisiologico;
- La percorrenza degli ultimi dieci metri che separano dal bagno è paragonabile
a quella di una maratona transcontinentale;
- La probabilità di essere arrestati per atti osceni in luogo pubblico cresce
esponenzialmente rispetto all’entità dello stimolo.
È inoltre osservabile come Y assuma valori tra loro diversi a seconda che la
destinazione sia
rappresentata da:
Y1: luoghi chiusi (teatri, cinema, uffici, locali pubblici e abitazioni
private);
Y2: luoghi aperti (strade, stazioni, porti, aeroporti e stadi).
Dalla combinazione delle diverse fattispecie verificabili all’interno del
suddetto intervallo
temporale, è possibile dedurne alcune leggi:
Leggi della carta igienica
- La mancanza o l’esiguità sono proporzionali all’entità escrementizia.
- Un utilizzo incosciente ed eccessivo invariabilmente conduce al blocco di
ogni tipo di scarico
(anche nota come legge del cosiddetto “effetto tappo”).
- Se c’è la carta igienica automaticamente manca l’acqua.
Leggi dello sciacquone
- La probabilità che in un appartamento privato, in funzione del grado di
affinità che lega al suo legittimo proprietario, il pulsante di scarico si rompa tende ad aumentare
proporzionalmente all’entità del rilascio intestinale.
- Una sola scaricata non basta mai: questo, invariabilmente, induce
l’anfitrione a preoccuparsi per la nostra e la sua salute.
- Nonostante ripetute scaricate, è matematicamente accertabile che qualcosa di
ribelle resiste nascosto alla nostra vista, per poi tatticamente presentarsi al successivo utilizzatore.
Leggi dei rumori molesti
- Ogni tentativo di soffocamento produce un effetto opposto.
- Le emissioni silenziose sono quelle più subdole.
Conclusioni:
Chi dovesse mai inventare un gabinetto insonorizzato riceverebbe la gratitudine
dell’intera umanità.
Leggi dell’aria viziata
- Dosi massicce di deodorante non fanno altro che peggiorare la situazione.
- Le situazione più imbarazzanti si verificano sempre in locali chiusi.
- Pur facendo circolare l’aria, si dimentica spesso il cosiddetto “effetto
assuefazione” che induce a farne circolare troppo poca.
Leggi sulla fisiologia
- Il numero di bagni a disposizione è inversamente proporzionale all’urgenza.
- Il cosiddetto “bagno alla turca” non è altro che un raffinato strumento di tortura.
- Dalla quantità di urina sparsa sul pavimento è facile dedurre che si tratta
del bagno destinato agli uomini. Da tale livello è inoltre possibile dedurre:
a. la dignità della categoria umana e il livello di civiltà;
b. la necessità per alcuni di munirsi di mirino.
- Qualsiasi pratica evacuativa particolarmente molesta invariabilmente si
effettua nel bagno adiacente a:
a. quello del capo;
b. quello del collega più ferocemente spiritoso;
c. oppure l’uno o l’altro saranno i successivi destinatari dello stesso bagno.
Leggi dei locali pubblici
- Ordinare un caffè per non sentirsi in colpa è pratica socialmente umiliante:
cercare di dissimulare una necessità fisiologica ordinando con noncuranza un caffè,
equivale a dare del cretino al barista o chi per lui.
- Non ordinare nulla, tuttavia, può dare adito a spietate allusioni sul grado di incontinenza
dell’utilizzatore.
- Se si desidera passare inosservati (ad esempio si conosce in anticipo la
disposizione dei bagni all’interno del locale), invariabilmente occorre richiederne le chiavi al proprietario.
Chiosa:
È conveniente evitare di andare ad espletare i propri bisogni fisiologici in
qualsivoglia bar.
Leggi dei luoghi aperti
- Le necessità fisiologiche che si manifestano nei luoghi aperti fanno
rimpiangere il fatto di non essere nati cani.
- È tuttavia accertato che molti cani vorrebbero nascere sotto forma di turisti
giapponesi muniti di macchina fotografica, per poter riprendere i propri padroni umiliarsi con
improponibili palette colorate e sacchetti colmi delle proprie deiezioni solide.
- Se, in un luogo aperto, le necessità fisiologiche non riguardano noi,
sicuramente riguarderanno lo stormo di uccelli collocato proprio sopra le nostre teste.
Per una più agevole analisi del problema, è consigliabile costruire un diagramma, collocando
sull’asse delle ascisse il fattore temporale T e, sull’asse delle ordinate,
l’entità dell’impulso fisiologico C, ossia:
Dove la variabile C è influenzata:
- dal mangiare della sera precedente;
- dall’abitudine di fumare e bere caffè di prima mattina;
- dall’urgenza con cui si esce;
- dall’importanza dell’uscita.
È tuttavia osservabile come tali parametri siano applicabili al solo intervallo
UDC, e non al cosiddetto intervallo RAC
(ossia l’intervallo Restarsene A Casa). Infatti, nell’ipotesi in cui si debba
restare a casa, si può agevolmente verificare che l’entità dello stimolo
fisiologico C tende ad assumere un valore costante, verificabile dalla seguente rappresentazione
grafica:
È opportuno ricordare che l’entità dell’impulso fisiologico assume un valore
costante, salvo imprevisti del tipo “ospiti a casa” e “nuova amica che
è venuta a trovarci”.