Libro della sfortuna

Teorema della sfortuna applicata alla telefonia


Se si dispone di un unico gettone e occorre fare una telefonata di vitale importanza, le probabilità di considerarsi “sfortunati” aumentano in progressione geometrica se:

  • L’unico telefono dista invariabilmente 25 km dal punto in cui ci troviamo;
  • La distanza tra se stessi e il telefono varia comunque proporzionalmente all’urgenza della telefonata;
  • L’unica strada che conduce al telefono dal punto in cui ci si trova, obbliga a raddoppiare la distanza;
  • L’ultima corsa dell’unico autobus che si poteva prendere è stata soppressa;
  • Anche la fermata alla quale si aspetta da mezzora è stata soppressa, ma si può scoprire solo dopo che è passata l’ultima corsa dell’unico autobus alternativo che si poteva prendere;
  • Oggi i tassisti sono in sciopero;
  • Quando finalmente si riesce a raggiungere il telefono si scopre che accetta solo schede telefoniche, e non la montagna di spiccioli che si hanno in tasca;
  • Quando serve una cosa da acquistare con una discreta urgenza, inevitabilmente si può constatare come le cose mancano solo di domenica;
  • Pur riuscendo a trovare una tessera, il telefono deciderà di rompersi;
  • Il telefono si rompe sempre dopo che quello prima di noi ha tranquillamente parlato per un quarto d’ora;
  • Se il telefono funziona siamo noi che non sappiamo farlo funzionare;
  • Seppure ne fossimo in grado, dovremo cercare di farci capire da una centralinista che parla esclusivamente cambogiano.

Assioma dell’utente


Se si crede di saper usare qualcosa, probabilmente non si sono ancora lette le istruzioni.



Assioma dell’incapacità


Se si pensa di saper fare una determinata cosa, probabilmente non si è ancora visto come la sanno fare gli altri.



Assioma dell’abilità


Se una cosa è troppo facile da fare, sicuramente non si è capito come farla.



Legge della fattibilità


Se una cosa è troppo facile da fare, nasconde sicuramente qualche intoppo insormontabile.



Leggi delle capacità

  • Chi sa fare tutto non sa fare nulla.
  • Chi non sa fare nulla è un incapace e basta.

Conclusioni:


Chi sa fare tutto è un incapace.



Postulato di Daniele


Quando sembra che tutto vada a rotoli non bisogna preoccuparsi, si è soltanto ottimisti.



Legge dei mali che vengono per nuocere


Al peggio non ci sono limiti, ma è il meglio che deve preoccupare:

  • Al peggio del peggio segue la rassegnazione, al peggio del meglio segue la disperazione;
  • Se tutto va così bene da far pensare al meglio assoluto, si sta inevitabilmente preparando una catastrofe dalle dimensioni inimmaginabili.

Legge dell’inevitabilità del peggio


Se tutto conduce al meglio, peggiorerà:

  • In modo da recare il maggior danno possibile;
  • In modo che qualsiasi correzione peggiori il più possibile tutto;
  • In modo che sia impossibile seguire il cammino a ritroso verso il meglio, senza far peggiorare in via definitiva le cose.

Legge dell’utilizzatore


L’entità di un guasto è direttamente proporzionale alla distanza che dovrà percorrere il pezzo di ricambio.



Regola dei preventivi


L’ammontare di qualunque preventivo cresce in modo più che esponenziale all’aumentare del lavoro da svolgere.

  • La prima persona con la quale parlerete una volta ultimato quel lavoro, invariabilmente affermerà che sarebbe stata in grado di svolgerlo, ma facendosi pagare la metà.
  • Se però vi foste rivolti direttamente a quella persona, anche il lavoro sarebbe stato fatto a metà.
  • Se quella persona è un vostro parente o un vostro caro amico e voi sapete che sarebbe in grado di svolgere quel determinato lavoro, rivolgetevi senza dubbio alcuno a qualcun altro.

Prima Legge Divina


Non è vero che Dio non esiste, a volte è semplicemente molto distratto.



Seconda Legge Divina


Dio li fa, poi se li dimentica.



Regola dei sessi


Dal numero di persone coinvolte nell’apertura di una comune scatola di pelati, si può dedurre il sesso di chi ne è intenzionato all’utilizzo:

  • Una persona: si tratta di un uomo;
  • Due persone: si tratta di una donna (la seconda persona è l’uomo incaricato dell’apertura).

Legge della ricerca (o Teorema della vita propria degli oggetti)


Per cercare un oggetto x in un gruppo n di oggetti, è opportuno ricordare che:

  • La cosa che si cerca è sempre l’ultima;
  • Pur partendo dall’ultima, la cosa cercata sarà la prima.

Conclusioni:


è inutile cercare le cose con qualsivoglia criterio, perché salteranno fuori quando meno ve lo aspettate e solo quando lo avranno deciso loro.


Corollario del rassegnato:


è opportuno ricordare che, non appena si rinuncia a cercare un dato oggetto, questo salterà fuori dal luogo più ovvio.


Corollario del sicuro di sé:


Tuttavia, decidendo di non cercarlo proprio, questo non verrà mai trovato.


Conclusione ai corollari:


È molto probabile che l’unico vero scopo della vita sia quello di cercare affannosamente un qualcosa che verrà trovato per puro caso solo dopo un inutile dispendio di energie.



Prima legge della superstizione


Chi è convinto che pestare un escremento possa portare fortuna, deve senza dubbio essere una persona molto distratta.



Seconda legge della superstizione


La persona superstiziosa è quella che, alla vista di un gatto nero che le attraversa la strada, ritiene possibile allontanare una non meglio identificabile “mala sorte” semplicemente aggrappandosi ai propri genitali, senza rendersi conto di non poter in questo modo allontanare da sé la considerevole figura da fesso fatta in pubblico.



Osservazione sulla coprogenesi stradale


Dalla quantità di escrementi osservabile lungo le strade, si può senz’altro dedurre che le persone usino pascolare mucche anziché cani.



Osservazione sulla convenienza politica


Per i politici le persone sono solamente il risultato di una statistica, tranne prima delle elezioni e nel momento in cui devono pagare le imposte.



Teorema del politicante perfetto


Per essere bravi politici bisogna saper dire molto senza aver detto nulla, o dire nulla ma confondere a tal punto l’interlocutore da fargli sembrare di aver detto solo sacrosante e incontrovertibili verità.



Prima legge degli sportelli


Non importa domandare a quale sportello rivolgersi per evitare noiose code, comunque sarà sempre quello sbagliato.


Chiosa:


Sarà sbagliato anche lo sportello al quale ci si rivolge per avere informazioni.



Seconda legge degli sportelli


Le probabilità di sbagliare sportello sono direttamente proporzionali alla lunghezza della coda.



Terza legge degli sportelli


La logica degli sportelli si evince dal ripetersi di specifiche prassi ormai consolidate:

  • Si attende in coda il proprio turno allo sportello n.1;
  • Allo sportello n.1 faranno scortesemente notare che manca un documento, ottenibile dallo sportello n.2;
  • Si attende in coda il proprio turno allo sportello n.2;
  • Allo sportello n.2 faranno altrettanto scortesemente notare che manca una marca da bollo o altro materiale (comunque reperibile in una qualsiasi tabaccheria), essendo tuttavia necessario rivolgersi allo sportello n.3 per poterlo reperire;
  • A questo punto la durata dell’iter è direttamente proporzionale all’importanza della pratica che si deve svolgere, e dal tempo che si ha a disposizione.

Conclusioni:


Se la gerarchia degli sportelli ai quali rivolgersi non fosse invertita, non esisterebbe la burocrazia.


Chiosa:


La burocrazia serve solo a confondere.



Legge delle capacità intellettuali applicata alla coda


L’intelligenza di una persona è inversamente proporzionale alla sua capacità di passare davanti ad altre persone in coda.


Prima osservazione:


L’istinto omicida che tale atteggiamento provocherà nella persona alla quale è stato sottratto il turno è direttamente proporzionale al tempo trascorso in coda, è esponenziale rispetto alla fretta con la quale tale persona deve fare la cosa per cui è in coda, ed è inversamente proporzionale alla scarsa rapidità dell’impiegato grazie alla quale la coda si è venuta a creare.


Seconda osservazione:


Se alle parole seguissero sempre i fatti, grazie alle discussioni che animano tutte le code il numero di esseri umani sulla faccia della terra si ridurrebbe drasticamente.


Chiosa:


E non ci sarebbero più nemmeno le code.



Legge del prestito librario


Non esiste modo migliore per disfarsi di un libro che non sia quello di prestarlo.


Chiosa:


Le probabilità che venga restituito un libro prestato sono inversamente proporzionali al nostro attaccamento ad esso.


Commento alla chiosa:


Cercare di disfarsi di un libro che non è piaciuto ricorrendo al prestito avrà un effetto inverso: questo tornerà immediatamente a noi.


Corollario:


Buttare via un oggetto oppure prestarlo producono il medesimo risultato: disfarsene in modo definitivo.



Legge del silenzio canino:


Can che abbaia non morde, ma disturba lo stesso.

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